Un’azienda molto blasonata e, in base alla mia esperienza con l’HR recruiter, sopravvalutata.
Arrivare al punto che lo stesso candidato si ritiri dal processo di selezione, a seguito del primo colloquio conoscitivo, vuol dire solo una cosa: che l’HR ha sbagliato, ha commesso degli errori e che questi errori dovrebbero essere analizzati e presi in considerazione per non incorrere in situazioni simili in futuro.
Dopo aver inviato una candidatura per un’internship, ho ricevuto un messaggio per fissare un colloquio telefonico a cui è seguito un colloquio in video call con una recruiter, Martina, e un’altra persona HRBP. Domande molto semplici, sul proprio percorso formativo e sulle proprie esperienze. Nessuna domanda interessante, nessun interessamento serio e rispettoso. Purtroppo, dal colloquio è emerso da parte mia molta superficialità, ostentata saccenza e notevole distacco umano. In quel momento ho pensato che quello non poteva essere il posto giusto per me. Il motivo per cui il mondo HR non viene ancora ben visto o vien visto sotto un’altra vecchia prospettiva, è anche dovuto a questi episodi. L’azienda dovrebbe avere cura di avere persone che rispecchino i valori che tanto dichiarano. In fondo, l’HR è anche il biglietto da visita di un’azienda, le prime persone con le quali si ha il primissimo contatto. Purtroppo l’atmosfera non mi ha messo a mio agio, ho capito di avere di fronte persone anni luce lontane da me, che sghignazzavano e non erano realmente interessate, per non parlare del lato umano, pressoché tristemente assente. Ho deciso di ritirarmi dal processo di selezione subito, non appena terminato il colloquio, cosa mai accaduta nel mio caso. Che peccato e che delusione!